«Nessuna minaccia al Parlamento ma partecipare al dibattito è un nostro diritto». Con queste parole, questa mattina il Ceo di Ubs Sergio Ermotti ha risposto alle accuse di lobbismo mosse ieri dalla ministra Keller-Sutter, intervistata dal Blick riguardo le nuove normative bancarie ora discusse dal Legislativo. Le proposte suscitano divisioni: ritenute eccessive dalla destra, insufficienti dalla sinistra. Per il centro politico sarà cruciale considerare tutti gli interessi coinvolti.
«Qualcosa bisognerà fare, dopo l’episodio del Credit Suisse il Parlamento ha chiesto un intervento normativo», afferma il consigliere nazionale del PLR Alex Farinelli. Secondo lui «bisogna trovare un equilibrio tra la competitività del sistema finanziario, essenziale per il paese, e la sua sicurezza». In merito al lobbismo sollevato da Karin Keller-Sutter, Farinelli rassicura: «Non ho mai sentito pressioni; credo che il Legislativo saprà decidere con coscienza ciò che è meglio per il paese». Tuttavia, sottolinea il deputato: «È chiaro che su decisioni così importanti chi si sente coinvolto cerchi di far valere le proprie ragioni».
La sinistra ha un punto di vista diverso. Per il Partito socialista, rappresentato dalla collaboratrice della copresidenza nazionale Laura Riget, i timori legati al lobbismo bancario sono fondati e non vanno sottovalutati. «I partiti di centrodestra ricevono consistenti donazioni da parte di Ubs», afferma. Pertanto, prosegue, «il rischio di ingerenze è reale e il lobbismo va vietato». Inoltre, secondo il PS, le proposte governative sul tavolo, in particolare l’aumento dei fondi propri per le filiali estere, sono insufficienti.
Tra i critici delle nuove regole ideate dal Consiglio federale, con motivazioni diverse, ci sono anche associazioni bancarie ed economiche e alcuni Cantoni, tra cui il Ticino. La preoccupazione diffusa è che un inasprimento ulteriore delle normative possa compromettere la competitività dell’istituto, con ripercussioni sull’intero sistema economico svizzero. Per Farinelli sarà quindi importante dialogare con tutte le parti coinvolte per trovare soluzioni ragionevoli. «Quello che rende competitiva la piazza finanziaria è la stabilità del sistema», replica invece Riget.