La settimana prossima, il caso relativo ai permessi di soggiorno concessi a individui poi arrestati nell’ambito di un’operazione antidroga internazionale sarà analizzato dal Gran Consiglio. Il deputato liberale Samuele Censi ha avanzato una serie di interrogativi al Governo retico. Nell’atto parlamentare, accessibile a Keystone-ATS, Censi richiede spiegazioni sulle modalità dello scambio informativo tra i Grigioni e gli altri cantoni, specialmente il Ticino, nonché tra Coira e le autorità federali, oltre ad eventuali modifiche della procedura nei casi con possibile connessione alla criminalità organizzata.
Viene inoltre sollevato il tema di un obbligo generalizzato per richiedere l’estratto del casellario giudiziale nel processo di rilascio dei permessi di soggiorno. L’atto ricorda che la strategia nazionale enfatizza la cooperazione tra Confederazione, Cantoni e Comuni con un uso coerente degli strumenti preventivi.
Al centro del dibattito vi sono quattro individui legati alla camorra e alla ‘ndrangheta residenti a Roveredo, arrestati nel contesto di una operazione internazionale contro il traffico di stupefacenti e riciclaggio di denaro in Francia ed Italia alla fine di febbraio. La vicenda ha suscitato preoccupazioni comunali e interrogativi sulla gestione dei controlli.
Il Governo grigionese, durante una conferenza stampa il 1° aprile, ha precisato che le decisioni dell’Ufficio della migrazione e del diritto civile (UMDC) sono state conformi alla legge basandosi sulle informazioni disponibili. Per i cittadini UE non esiste infatti una normativa per richiedere sistematicamente il casellario giudiziale, che può essere richiesto solo con indizi di minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza.
Nel caso specifico, tali indizi mancavano al momento del rilascio dei permessi. Le informazioni sui precedenti penali sono state aggiunte nel sistema federale solo successivamente, in particolare da parte del Ticino nel 2022.
Il Cantone ha evidenziato che il casellario giudiziale riflette il passato e non predice futuri comportamenti. Anche una verifica sistematica non garantirebbe l’esclusione di individui a rischio elevato.
Parallelamente, in collaborazione con l’Ufficio federale di polizia (fedpol), si sta valutando la possibilità di revocare i permessi di soggiorno delle persone coinvolte. Anche il Municipio di Roveredo ha espresso preoccupazioni e insoddisfazione, sollevando dubbi sulla valutazione dei rischi, sul coordinamento tra Cantoni e sul ruolo dei Comuni, chiedendo un miglioramento dello scambio informativo e aggiustamenti procedurali.