Dopo vent’anni al servizio dell’Unione sindacale svizzera (USS), Daniel Lampart, capo economista e co-responsabile del segretariato, ha annunciato in un’intervista a «Blick» che lascerà le sue funzioni alla fine del 2026. Durante l’intervista, Lampart ha descritto il periodo come eccezionale per i numerosi traguardi raggiunti nonostante gli ostacoli rimanenti, tra cui la stagnazione dei salari e la debolezza nei percorsi di apprendistato. Egli sottolinea l’importanza di passare il testimone per evitare critiche sul mantenimento prolungato del ruolo.
Al momento del suo addio all’USS, Lampart assumerà la presidenza di PK-Netz, un’associazione sindacale che supporta i rappresentanti dei dipendenti nella previdenza professionale. Prima della sua partenza, però, si impegnerà a combattere il peggioramento delle condizioni lavorative.
Lampart è inoltre contrario all’iniziativa dell’UDC «No a una Svizzera da 10 milioni!», che sarà sottoposta al voto il prossimo 14 giugno. Egli ritiene che l’approvazione di tale proposta potrebbe causare un distacco dalla Unione europea, con effetti negativi sui salari e sulle pensioni.
Un’altra preoccupazione per Lampart riguarda il finanziamento della 13esima rendita AVS. Critica la mancata soluzione da parte del Parlamento, temendo che la Confederazione debba utilizzare il bilancio federale. Inoltre, l’idea di aumentare l’età pensionabile proposta dalla destra è descritta come un metodo coercitivo inaccettabile e improbabile di ottenere una maggioranza.