“L’Italia è soddisfatta poiché, il 25 e 26 marzo scorso, è stata avviata la tanto richiesta collaborazione tra le autorità giudiziarie dei due Paesi”, ha spiegato l’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado a Ticinonews, commentando il suo ritorno che risolve anche la crisi diplomatica tra Svizzera e Italia.
Cornado ha sottolineato: “È stata esercitata una pressione su tutta la Svizzera per avviare questa collaborazione fra i Paesi. Il problema principale riguardava il tempo trascorso dalla tragedia del 1° gennaio all’avvio di questa cooperazione, che è iniziata solo a metà marzo”.
Ha aggiunto: “La mia richiesta di rientro è stata influenzata anche dall’indignazione e dalle proteste dell’opinione pubblica italiana per una decisione incomprensibile data la gravità dei fatti. Ora, tuttavia, possiamo guardare avanti”.
Gli inquirenti italiani ora hanno accesso agli atti: “Il sostituto procuratore Opilio ha esaminato tremila documenti giudiziari in due giorni; metà di questi verranno trasmessi a Roma”, ha rivelato l’ambasciatore. Il Vallese richiederà foto, video e testimonianze riguardanti le vittime italiane.
“Le due procure lavoreranno ora insieme per chiarire le responsabilità e fare giustizia alle vittime e ai loro familiari”, ha concluso Cornado. Nonostante la crisi, i contatti informali tra Cassis e Tajani sono continuati e l’amicizia tra Italia e Svizzera è rimasta intatta: “Ci siamo espressi apertamente come grandi amici, comunicando ogni pensiero con franchezza e lealtà. Anche il disaccordo è stato affrontato direttamente”, ha aggiunto Cornado.