Una pastora è stata sospesa da tutte le attività pastorali, sia retribuite che volontarie, tra cui culti, servizi funebri, matrimoni e catechismo. Le imprese di pompe funebri sono state informate della decisione.
Le accuse contro la pastora includono abusi psichici, fisici, finanziari e spirituali. Yves Bourquin, presidente del Consiglio sinodale della Chiesa riformata neocastellana (EREN), ha confermato a Keystone-ATS che l’inchiesta interna è iniziata a metà febbraio seguendo una segnalazione.
La donna, che ha lavorato per oltre 20 anni nel canton Neuchâtel e continuava occasionalmente ad intervenire nella regione, è stata sospesa anche dalla Chiesa riformata del Canton Vaud (EERV). Vincent Guyaz, consigliere sinodale, ha spiegato che la misura è dovuta a un procedimento penale in corso e alle gravi mancanze emerse da alcune testimonianze.
Le indagini sono durate mesi ed erano indipendenti dalle verifiche della Chiesa neocastellana. Di conseguenza, il Consiglio sinodale ha richiesto l’intervento della Commissione per la risoluzione delle controversie al fine di procedere al licenziamento della pastora.