Un tragico caso di maltrattamenti ha portato alla morte di un neonato di sette mesi, avvenuto nel 2024. La procura di Novara (Piemonte) e i carabinieri hanno accusato una coppia giovane, arrestata in Svizzera grazie all’intervento dell’Interpol, di maltrattamenti in famiglia pluriaggravati. Il Tribunale di Novara ha emesso un ordine di custodia cautelare per entrambi, i quali risiedono a Borgomanero (Novara). Le indagini medicolegali hanno rilevato che il bambino era stato sottoposto a ripetuti traumi al capo e compressione toracico-vertebrale nei giorni precedenti alla sua morte per insufficienza respiratoria acuta. L’ipotesi investigativa suggerisce che le lesioni fossero attribuibili a condotte violente da parte di terzi, escludendo cause accidentali o naturali.
Nel 2024, il neonato era stato ricoverato per venti giorni con ecchimosi diffuse e una frattura alla clavicola sinistra. Le spiegazioni dei genitori sono state ritenute inattendibili, mentre le perizie hanno indicato cause traumatiche contusive. La coppia è anche accusata di aver sottratto la figlia maggiore nata nel 2022 e di non aver rispettato provvedimenti giudiziari, essendosi rifugiati in Svizzera con la bambina per evitare un’ordinanza del Tribunale dei minorenni di Torino.
Il Tribunale del Riesame ha respinto il ricorso delle difese, confermando l’arresto. L’avvocato della coppia, Marco Morelli, contesta le conclusioni degli inquirenti, affermando che la morte sia stata causata da un rigurgito di materiale alimentare e non da traumi violenti. Secondo lui, il quadro accusatorio è basato su indizi ancora in fase di accertamento giudiziario.
La difesa riferisce che i due risiedevano a Vacallo dal luglio 2025 per ricostruire la vita dopo l’incidente del figlio. Essi sono stati arrestati sorprendentemente, con una richiesta di estradizione arrivata un anno dopo i fatti, nonostante avessero collaborato alle indagini italiane ancora in corso.