Il consigliere nazionale Piero Marchesi (Udc) esprime preoccupazione per le reazioni del governo svizzero al dramma di Crans-Montana. Sottolinea l’importanza di agire con rigore e trasparenza, evitando decisioni influenzate dall’emotività o da pressioni esterne, come quelle italiane, che hanno criticato la Svizzera senza rispetto istituzionale.
Marchesi, autore di un’interpellanza, mette in guardia dal permettere che polemiche straniere condizionino le decisioni svizzere, specialmente quando sono in gioco il diritto e l’uso equo delle risorse pubbliche. Mentre alcune dichiarazioni suggeriscono la possibilità di non fatturare o coprire parte dei costi sanitari attraverso meccanismi elvetici, Marchesi solleva dubbi politici significativi.
Egli chiede: perché tale deroga dovrebbe applicarsi solo a determinati Stati o pazienti? La Svizzera ha già normative e accordi internazionali per la gestione dei costi sanitari, e qualsiasi deviazione richiederebbe una chiara spiegazione del finanziamento e delle sue basi legali. Altrimenti, si rischierebbero disparità di trattamento tra cittadini svizzeri e stranieri.
Marchesi chiede al Consiglio federale informazioni sui costi sanitari complessivi legati all’incidente e come questi sono suddivisi per nazionalità dei pazienti. Vuole sapere quali parti di questi costi saranno coperte da assicurazioni, Stati esteri, pazienti o dalla Confederazione stessa. Inoltre, solleva interrogativi sulla base legale che permetterebbe deroghe alla fatturazione ordinaria e sui criteri per evitare disparità di trattamento tra diversi Paesi e pazienti. Infine, pone l’attenzione sul rischio che una deroga selettiva possa creare un precedente problematico e compromettere la credibilità della politica svizzera nei confronti degli accordi internazionali.