Le proposte del Consiglio federale per la riorganizzazione delle commissioni extraparlamentari ricevono valutazioni contrastanti. I partiti borghesi auspicano azioni più drastiche, mentre il Partito Socialista (PS) e l’Unione Sindacale Svizzera (USS) si oppongono alla soppressione e fusione di alcune commissioni.
Il Consiglio federale intende anche impedire ai membri delle commissioni e alle rispettive segreterie di interagire direttamente con il Parlamento, limitandoli a contattare solo le autorità competenti, salvo casi legalmente previsti. Il Partito Liberale Radicale (PLR) e l’Unione Democratica di Centro (UDC) accolgono favorevolmente la riduzione delle commissioni proposta dal Consiglio federale per rafforzare l’efficienza dell’amministrazione, sebbene il PLR avrebbe preferito misure più estese. L’UDC suggerisce ulteriori soppressioni, incluso il Comitato Federale contro il Razzismo, e sostiene la restrizione dei contatti con il Parlamento per prevenire attività di lobbismo problematiche.
Al contrario, l’Unione delle Città Svizzere, Inclusion – Handicap, nonché diverse commissioni escluse da scioglimento o fusione si oppongono alle limitazioni dei poteri di comunicazione. PS e USS non commentano su questo aspetto, ma respingono una serie di fusioni e scissioni durante la consultazione pubblica. L’USS, insieme al PS, all’Unione Svizzera dei Contadini e a Gastrosuisse, si oppongono specificamente alla fusione della Commissione Tripartita Federale per le Misure Accompagnatorie alla Libera Circolazione delle Persone con la Commissione Federale del Lavoro, vista come un attacco alla tutela salariale.
USS e PS contestano anche la fusione tra la Commissione Federale dell’Assicurazione per la Vecchiaia, i Superstiti e l’Invalidità e quella della Previdenza Professionale, sottolineando le differenze sostanziali nelle loro strutture, finanziamenti ed esecuzioni. Il PS si oppone inoltre allo scioglimento di diverse commissioni, incluso il Consiglio Svizzero della Scienza. Swissuniversities e economiesuisse, quest’ultima generalmente favorevole al progetto, condividono questa preoccupazione. Lo scioglimento del Consiglio Svizzero della Scienza, secondo Swissuniversities, priverebbe la Svizzera di un importante interlocutore indipendente a livello internazionale nella politica scientifica e innovativa.