Un’iniziativa popolare è stata presentata oggi a Berna dai Giovani PLR per limitare le spese del personale federale. Essa gode dell’appoggio di esponenti di Centro, PLR, UDC e Verdi liberali. L’obiettivo è regolamentare l’aumento delle uscite complessive per il personale amministrativo federale centrale e decentrato, impedendo che superino la crescita del salario mediano svizzero. Politecnici federali e Scuola universitaria federale di formazione professionale non sono inclusi in questo ‘freno’. Il nuovo articolo costituzionale (126a) prevede che il Parlamento possa allentare queste norme per affrontare gravi turbamenti dell’ordine pubblico o della sicurezza. L’iniziativa, con il supporto di Fabio Regazzi del Centro/TI e presidente dell’Unione svizzera delle arti e mestieri, ha tempo fino al 14 ottobre 2027 per raccogliere le 100 mila firme necessarie. I Giovani PLR, che hanno adottato l’idea a settembre scorso durante un’assemblea straordinaria, mirano a contrastare la crescita ‘eccessiva’ e ‘incontrollata’ dell’amministrazione federale per preservare il modello svizzero. L’iniziativa si ispira al freno all’indebitamento, proponendo un equilibrio tra Stato e popolazione produttiva. Il progetto include spese di personale anche per consulenti esterni, escludendo i Politecnici federali a causa della loro importanza per il successo nazionale. I Giovani PLR sostengono che la crescita dello Stato con salari elevati attira specialisti dal settore privato, aggravando la carenza di manodopera qualificata e indebolendo l’economia svizzera. L’iniziativa mira a concentrare l’amministrazione sui compiti essenziali e migliorarne l’efficienza attraverso un organico ridotto grazie agli effetti di scala e alla digitalizzazione.