Il dramma avvenuto a Crans-Montana, in Vallese, ha segnato la stagione invernale turistica della Svizzera. Secondo gli esperti del settore, il fatto ha temporaneamente influenzato l’immagine e il morale dei viaggiatori, soprattutto per quanto riguarda le attività legate all’après-ski.
«L’incendio al locale ‘Le Constellation’ ha sicuramente inciso sull’immagine delle località sciistiche svizzere, specialmente quelle vallesane», afferma Simon Wiget, direttore dell’ente turistico di Verbier (VS), contattato dall’agenzia Keystone-ATS. La copertura mediatica, caratterizzata da sensazionalismo e emozione, potrebbe aver minato la reputazione di «porto sicuro» della Confederazione all’estero.
Diverso l’impatto a Zermatt (VS), dove si ritiene che l’incidente non abbia avuto conseguenze durature. «La tragedia non ha influito in modo significativo sulle prenotazioni o sul comportamento dei visitatori», spiega un portavoce dell’ufficio turistico locale.
Crans-Montana, epicentro della tragedia di Capodanno, registra invece una riduzione del 13,2% nelle presenze durante gennaio e febbraio. «Il rogo ha avuto un impatto immediato sugli alberghi e su alcuni ristoranti», precisa Bruno Huggler, direttore dell’ente turistico locale, contattato da Keystone-ATS.
Nonostante il calo iniziale, la situazione si è stabilizzata tra gennaio e marzo rispetto all’inverno 2025. Questo risultato è attribuito alla fedeltà della clientela abituale e alla presenza di proprietari di seconde case.
Sebbene il mercato statunitense sia in crescita, si registra una diminuzione da alcuni Paesi europei, un fenomeno che Huggler inserisce nel contesto della forza del franco svizzero. È comunque «fiducioso per la stagione estiva».
Nonostante la tragedia, il Vallese è stato l’unico cantone a mantenere quasi le stesse presenze dell’anno precedente, secondo Funivie Svizzere. Al contrario, altre regioni hanno visto una diminuzione delle presenze, in particolare nei comprensori della Svizzera orientale (-10%), nell’Oberland bernese (-6%) e nei Grigioni (-2%).
A livello nazionale, la stagione ha registrato un calo del 4% rispetto all’anno precedente. Le differenze si sono accentuate tra le vacanze natalizie e quelle di Capodanno (-14%), mentre durante le vacanze invernali il calo è stato del 2%. Meteo mite e calendario scolastico hanno giocato un ruolo.
I Grigioni attribuiscono la diminuzione al «calendario sfavorevole», con una concentrazione delle vacanze su febbraio. Bernhard Aeschbacher, di Tourismus Engadin Scuol Samnaun Val Müstair, nota un calo del 2,9% fino a marzo.
Al contrario, le Alpi vodesi hanno ottenuto risultati positivi grazie alla clientela Magic Pass (60%), che ha contribuito a un incremento delle presenze durante il weekend di Pasqua. Con oltre 720’000 sciatori dal 29 novembre, la stazione è in procinto di registrare il miglior inverno.
Anche gli impianti friburghesi hanno avuto una stagione «rassicurante», raggiungendo quasi 275’000 ingressi, in linea con le ultime cinque medie stagionali.