Il progetto denominato «Google Tax», che mira a garantire una remunerazione ai media per l’utilizzo dei loro contenuti giornalistici, affronta ritardi. Il Consiglio federale deve ancora completarlo, includendo anche le misure contro gli abusi di intelligenza artificiale (IA). La commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio degli Stati (CSEC-S) ha approvato all’unanimità il rinvio del progetto al Governo da parte del Nazionale. L’intenzione è di introdurre un diritto simile a quello d’autore, permettendo agli editori di chiedere compensazioni a piattaforme come Google o Facebook per l’utilizzo dei loro contenuti. Durante la recente sessione, il Consiglio nazionale ha rinviato il progetto al Governo con l’integrazione della mozione di Petra Gössi (PLR/SZ), volta a migliorare la protezione della proprietà intellettuale dagli abusi legati all’IA. Uno studio degli editori svizzeri aveva calcolato in 154 milioni di franchi il potenziale onere per Google con l’applicazione del «diritto di protezione affine». Altre valutazioni, tuttavia, indicano cifre inferiori. L’azienda statunitense ha criticato immediatamente questo tipo di «tassa» durante la presentazione dell’iniziativa da parte del Consiglio federale. I sostenitori della normativa, già attuata nell’UE e considerata efficace in nazioni come la Francia, difendono l’importanza di queste misure.