La nuova proposta svizzera per imporre una ‘tassa di transito’ agli automobilisti stranieri ha scatenato critiche dall’estero, con reazioni particolarmente dure in Germania e Francia. Il Südkurier, citato da Blick, ha respinto l’iniziativa sostenuta dal presidente UDC Marco Chiesa, definendola un approccio errato: «Ridurre le persone alla loro provenienza è sempre un errore». L’obiettivo della tassa è di diminuire il traffico, specialmente gli ingorghi al San Gottardo nei momenti di picco come la Pasqua. Simon Stadler, consigliere nazionale, difende l’iniziativa con il principio «chi inquina paga». Tuttavia, i critici sostengono che questo non risolverebbe il problema: gli ingorghi potrebbero persistere anche senza traffico straniero, ad esempio durante le ore di punta del venerdì. Il TCS riporta già ritardi superiori all’ora e mezza per chi torna dal Ticino. Anche in Francia le critiche non mancano: l’eurodeputato Christophe Grudler accusa la Svizzera di voler fare degli automobilisti stranieri dei «capri espiatori». I sostenitori della misura fanno notare che nelle ore di punta fino all’80% delle auto al Gottardo hanno targhe estere, giustificando l’intervento. Ora la questione viene affidata a consigliere federale Albert Rösti per sviluppare un progetto concreto. Se si rendesse necessario modificare la Costituzione, la decisione finale potrebbe essere lasciata ai cittadini. Il dibattito è appena iniziato.