La controversia sull’impiego della croce elvetica da parte di On ha acquisito rilevanza internazionale quando l’associazione Swissness Enforcement, alcuni mesi fa, ha denunciato la società alle autorità cinesi. L’Istituto federale della proprietà intellettuale (IPI) ha agito tramite questa associazione per sollecitare Pechino a indagare se il diritto locale consentisse l’utilizzo della bandiera svizzera su prodotti realizzati in Sud-est asiatico. Questa situazione paradossale ha visto le istituzioni elvetiche criticare una delle eccellenze nazionali all’interno di uno dei mercati chiave per la loro crescita, come sottolineato da On.
La Cina si è comportata come un mediatore pragmatico. Nonostante l’indagine in corso, le autorità cinesi non desideravano sanzionare il marchio di cui Roger Federer è socio, considerando la Svizzera un alleato nella battaglia contro la contraffazione. Pechino ha quindi invitato ufficialmente On e Swissness Enforcement a risolvere amichevolmente la questione, tramite l’Ambasciata svizzera, favorendo una soluzione che proteggesse il brand senza infrangere le normative di origine produttiva, come riporta il Blick.
La disputa si è conclusa anche grazie a una decisione strategica di On, che ha scelto di portare la questione davanti ai tribunali svizzeri. Questo passaggio ha indotto l’IPI ad allentare le prescrizioni normative. Ora, il produttore potrà continuare a utilizzare la croce svizzera insieme alla dicitura «Swiss Engineering», già implementata in Cina per chiarire la situazione, purché il simbolo non superi la dimensione del testo. Ciò mette fine alle pressioni esercitate da Swissness Enforcement e assicura a On la stabilità necessaria per proseguire la sua espansione globale, compreso il Ticino.