Un nuovo villaggio dedicato ai senza fissa dimora prenderà forma a Bologna e sarà intitolato a Giovanni Tamburi, il giovane sedicenne scomparso nel tragico incendio del Le Constellation a Crans-Montana. Come riporta Il Resto del Carlino, è stato Giuseppe Tamburi, padre di Giovanni, a proporre l’iniziativa, finanziando metà dei costi insieme al Comune. La decisione nasce da una scoperta postuma: la famiglia ha appreso solo dopo la morte del giovane che egli aiutava discretamente i senza fissa dimora della città, portando loro cibo.
Ieri si è svolto un incontro preliminare tra Giuseppe Tamburi e rappresentanti comunali per organizzare un sopralluogo nell’area scelta in via Terracini. Questa zona, situata nella parte periferica ma non troppo lontana dal centro storico, sarà adatta a ospitare la nuova struttura.
Il progetto prevede l’inizio con circa dieci moduli abitativi, che potrebbero essere ampliati in futuro. Ogni modulo includerà una cucina, un’area per dormire, un bagno e uno spazio esterno, ospitando da due a quattro persone per assicurare un ambiente familiare anziché il senso di vivere in un dormitorio. Giuseppe Tamburi ha voluto che gli abitanti possano tenere i loro cani con sé durante la notte, una condizione importante dato che spesso i senza fissa dimora evitano le strutture comunali per questo motivo.
Nel disegno complessivo del villaggio è previsto uno spazio comune con potenziale mensa e l’assistenza di psicologi ed educatori, in particolare per i giovani ospiti, garantendo un presidio educativo stabile. Giovanni Tamburi, studente al Liceo scientifico Righi di Bologna, era appassionato di sport, musica e motociclismo e aveva già da piccolo partecipato ad attività parrocchiali.
Parallelamente a queste iniziative, in Svizzera si indaga sulla tragedia avvenuta a Crans-Montana. A Sion è stato interrogato un impiegato comunale indagato per la strage che ha causato 41 vittime e 115 feriti. L’avvocato Fabrizio Ventimiglia, rappresentante di una ragazza italiana ferita nell’incendio, sottolinea l’intenzione di comprendere le responsabilità del sindaco di Crans-Montana e dei suoi assessori riguardo agli eventuali errori nei controlli di sicurezza. Lunedì sarà interrogato il sindaco Nicolas Féraud, mentre mercoledì toccherà a Kevin Barràs.