Il Tribunale Penale Federale a Bellinzona ha dato il via, in assenza della diretta interessata, al processo nei confronti di Gulnara Karimova, figlia dell’ex presidente uzbeko Islam Karimov. Le accuse rivoltele includono riciclaggio di denaro, amministrazione infedele, corruzione e leadership di un’organizzazione criminale chiamata «Office». Detenuta nel suo Paese fino al dicembre del 2028, le autorità uzbeke hanno respinto la sua liberazione per consentirle di partecipare ai dibattimenti. Il tribunale ha dunque esplorato quattro opzioni procedurali: rinviare l’udienza al 4 maggio o procedere con un processo in contumacia. Gli avvocati della donna hanno espresso il desiderio di partecipazione, chiedendo una sospensione per chiarire le questioni legali. La decisione del tribunale verrà comunicata domani.
Le tangenti incriminate sarebbero state estorte da Karimova a società di telecomunicazioni in cambio di accesso al mercato nazionale, secondo il Ministero pubblico della Confederazione, che la persegue per amministrazione infedele e corruzione passiva. Il Ministero pubblica anche accuse nei confronti della banca ginevrina Lombard Odier, ritenuta responsabile di aver accettato fondi derivati da attività criminali dell’«Office». Secondo l’accusa, la banca non avrebbe adottato adeguate misure per prevenire il riciclaggio e avrebbe scarsamente monitorato il gestore patrimoniale che ha aperto nove conti tra il 2008 e il 2012 per beneficiari uzbeki, pur sapendo che l’unica destinataria era Karimova. La durata prevista del processo è di un mese, con sentenza attesa a fine maggio.