Il caso di Crans-Montana continua ad alimentare dibattiti, con il focus ora sulle controversie relative al pagamento delle spese sanitarie. In un incontro recente tra Guy Parmelin, presidente della Confederazione svizzera, Sergio Mattarella, presidente italiano, e Antonio Tajani, vicepremier d’Italia, è stata confermata la volontà di affrontare la questione tramite le leggi vigenti: «Il Consiglio federale si occuperà delle fatture ospedaliere tra gli stati coinvolti seguendo le normative esistenti», ha dichiarato Parmelin. Ha aggiunto che saranno le assicurazioni sanitarie a far fronte ai costi, e in caso contrario interverrà la Legge svizzera sull’assistenza alle vittime di eventi gravi. Tuttavia, il portavoce del governo Nicole Lamon ha precisato che, nonostante le discussioni avvenute mercoledì in Consiglio federale, nessuna decisione è stata ancora presa. Le critiche sono particolarmente accese da parte della destra politica. Céline Amaudruz, consigliera nazionale dell’UDC/GE, ha espresso il suo disappunto: «Mi preoccupa la percezione che la Svizzera si pieghi all’Italia», denunciando che i contribuenti svizzeri potrebbero dover pagare spese altrui. Cyril Aellen (PLR/GE) alla RTS ha parlato di un cedimento alle pressioni italiane: «Gli italiani devono pagare per i loro cittadini e gli svizzeri per i propri». Al contrario, a sinistra il tono è più moderato ma non mancano le domande. Brigitte Crottaz (PS/VD) riconosce una responsabilità morale della Svizzera basata su principi di reciprocità, chiedendo chiarimenti sui costi e sulle possibili ripercussioni con altri stati come la Francia. Benjamin Roduit (Centro/VS), pur criticando l’invio delle fatture da parte dell’Ospedale del Vallese come «goffaggine monumentale», appoggia comunque la ricerca di un accordo globale da parte di Parmelin. Raphaël Mahaim (Verdi/VD) propone una soluzione temporanea con il congelamento delle fatture e l’organizzazione della tavola rotonda prevista dalla Lex Crans-Montana per negoziare una soluzione duratura. «È fondamentale garantire pari trattamento a tutti, indipendentemente dalla nazionalità», ha sottolineato Mahaim. Inoltre, c’è preoccupazione per le misure straordinarie adottate recentemente — come l’indennizzo di 50 mila franchi previsto dalla Lex Crans-Montana e la possibilità di un accordo sulle fatture — che secondo alcuni parlamentari potrebbero stabilire precedenti complessi da gestire in futuro.