La Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha emesso una sentenza a carico della Svizzera, ritenuta responsabile di aver violato i diritti alla libertà di riunione e associazione di un’organizzatrice di manifestazioni. La donna in questione era stata punita penalmente dai tribunali svizzeri per non aver garantito un adeguato servizio d’ordine durante una manifestazione autorizzata, tenutasi a Ginevra nel 2019 per la Giornata internazionale della donna.
La manifestante aveva ricevuto comunicazioni pregresse che le imponevano di assumersi personalmente ogni responsabilità in caso di violazione delle condizioni imposte. Durante il corteo, al quale parteciparono circa mille persone, si verificò qualche disordine, e i tribunali ginevrini attribuirono alla donna l’inadeguatezza del piano di sicurezza predisposto. Venne inoltre ritenuta responsabile per alcuni danni a vetrine lungo il percorso della manifestazione e per l’uso di dispositivi pirotecnici durante l’evento, condannandola a una multa di 200 franchi sotto l’articolo 10 della legge cantonale sulle manifestazioni.
Le autorità giudiziarie criticarono anche un deviazione dal percorso previsto nell’autorizzazione. La donna sostenne che si fosse usato solo un piccolo dispositivo pirotecnico e che la polizia non avesse effettuato alcun arresto. Durante il procedimento, cercò senza successo di far testimoniare membri del servizio d’ordine per spiegare le misure adottate.
Secondo la legge cantonale, chiunque non rispetti le condizioni dell’autorizzazione può essere multato fino a 100.000 franchi. La sentenza fu confermata dal Tribunale federale, che concluse che l’organizzatrice non avesse collaborato adeguatamente con la polizia come richiesto dalla normativa cantonale. Il massimo organo giudiziario svizzero stabilì che tale disposizione penale non contravveniva alla Costituzione nazionale.
La donna si appellò poi alla Corte di Strasburgo, sostenendo una violazione del suo diritto a un processo equo e delle libertà di espressione, riunione e associazione. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea afferma che ogni individuo ha il diritto alla libera partecipazione pacifica e all’associazione in vari ambiti, incluso quello politico, sindacale e civile, permettendo di costituire e aderire a sindacati per difendere i propri interessi.