L’Ospedale universitario di Ginevra (HUG) ha confermato oggi la presenza, seppur rara, degli hantavirus in Svizzera. Questi virus europei si distinguono dai ceppi del «Nuovo Mondo», che hanno causato un focolaio sulla nave da crociera MV Hondius portando alla morte di tre persone. Un virologo rassicura però che non c’è motivo di temere una grande epidemia.
Gli hantavirus del «Vecchio Mondo», diffusi in Africa, Asia ed Europa, possono scatenare la febbre emorragica con sindrome renale, malattia grave che interessa i reni, ha specificato il servizio stampa dell’HUG a Keystone-ATS. In contrasto, gli hantavirus americani sono associati alla sindrome cardiopolmonare da hantavirus, una condizione respiratoria acuta.
Nel 2019, l’HUG ha trattato un caso di contaminazione familiare da un hantavirus europeo, il virus Puumala. Secondo l’HUG, gli hantavirus sono portati principalmente dai roditori e presentano un periodo di incubazione lungo, con sintomi che compaiono entro 2-3 settimane dall’esposizione e al massimo in 6.
Il ceppo delle Ande rilevato sulla MV Hondius può infettare da persona a persona solo attraverso contatti ravvicinati, spiega Manuel Schibler del laboratorio di virologia dell’HUG. I sintomi includono febbre e manifestazioni simili all’influenza, come mal di testa, dolori addominali e muscolari.
Manuel Schibler minimizza il rischio di una vasta epidemia, citando un’epidemia argentina tra fine 2018 e inizio 2019 con 34 casi e 11 morti, che non ha superato alcune decine di contagi. L’HUG ritiene che gli hantavirus possano essere sporadicamente presenti in Svizzera, come nel caso trattato alla fine del 2019, ma sono generalmente portati dall’estero.