La Confederazione ha prolungato una seconda volta il progetto pilota che si occupa di determinare l’identità dei richiedenti asilo attraverso i loro telefoni cellulari. La pratica sarà continuata fino all’introduzione di un software di assistenza, come confermato da un portavoce della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) a Keystone-ATS, in risposta a una notizia del Sonntagsblick secondo cui il software forense dovrebbe essere implementato entro fine anno. Attualmente, l’analisi dei telefoni avviene manualmente; l’introduzione del software permetterà di gestire più dati nei tempi disponibili.
Il termine originale per la fase di test era giugno dell’anno scorso, ma la SEM aveva già esteso il periodo fino alla fine del 2025. Ora, la stessa autorità ha annunciato un ulteriore prolungamento del progetto pilota, causando ritardi anche nel rapporto inizialmente previsto. Dopo l’estensione precedente, i dati raccolti dai telefoni, computer e altri supporti non erano sufficienti per trarne conclusioni affidabili.
Dalle esperienze finora acquisite si deduce che per circa metà dei richiedenti asilo entrati in Svizzera non è possibile verificare inequivocabilmente l’identità. L’analisi dei dati avviene nei due centri federali di asilo a Basilea e Chiasso, ma solo se necessario e proporzionato a causa delle sfide legali. Il progetto pilota si basa su una legge del 2024 approvata dal Parlamento.