Il Tribunale per il Commercio Internazionale di New York ha recentemente dichiarato illegittimi i dazi temporanei del 10% su tutte le importazioni, introdotti da Trump a febbraio. Secondo la corte, questi dazi avrebbero superato gli ambiti di competenza presidenziale, attribuendo all’ex presidente un’errata interpretazione della legge commerciale utilizzata come base giuridica. Nonostante questa sentenza, Trump intende proseguire con la sua politica doganale. Gli USA hanno introdotto questi nuovi dazi generalizzati del 10% sulle importazioni come soluzione di emergenza, dopo che a febbraio la Corte Suprema aveva già privato Trump della base legale per l’implementazione di precedenti dazi punitivi.
Il Consiglio federale ha preso atto dell’ultima decisione del tribunale statunitense, ma non commenta generalmente le sentenze giudiziarie degli USA, come ha sottolineato il portavoce del dipartimento guidato da Guy Parmelin. L’intento delle trattative con Washington è ottenere un accesso al mercato americano il più equo possibile e garantire sicurezza giuridica e di programmazione a lungo termine per le aziende svizzere. Da mesi la Svizzera sta negoziando con gli Stati Uniti un accordo commerciale che preveda dazi supplementari ridotti per le esportazioni elvetiche. A partire da febbraio 2026, gli USA applicheranno tali dazi generalizzati del 10% sulle importazioni, mentre in precedenza erano temporaneamente aumentati fino al 39% per la Svizzera. I negoziati si basano su una dichiarazione di intenti congiunta firmata nel novembre 2025.