L’iniziativa popolare propone un’imposta minima di 30 franchi per ogni biglietto aereo, lanciata dal comitato Actif-Trafic. I promotori prevedono introiti annui pari a circa un miliardo e mezzo di franchi; due terzi sarebbero distribuiti ai cittadini sotto forma di buoni trasporto pubblico, mentre il resto servirebbe a migliorare i collegamenti ferroviari con i paesi confinanti. La proposta è destinata a creare divisione politica.
Per esaminare le diverse opinioni, abbiamo confrontato Greta Gysin, consigliera nazionale dei Verdi, e Piero Marchesi, consigliere nazionale UDC. Secondo Gysin, l’iniziativa è coerente con la volontà popolare di raggiungere la neutralità climatica nel settore dell’aviazione entro il 2050, come dichiarato nella legge sul clima. Tuttavia, a suo parere, la politica non ha intrapreso misure tempestive, risultando in un aumento delle emissioni.
Marchesi critica l’iniziativa definendola una «proposta della sinistra rosso-verde» volta a tassare e ostacolare i viaggi. Ritiene inoltre che sia stata respinta dal popolo nella legge sul CO2. Gysin ribatte evidenziando la natura innovativa del progetto, presentandola come un bonus mobilità: ogni cittadino riceverebbe 100 franchi per il trasporto pubblico, con l’obiettivo di scoraggiare comportamenti climaticamente dannosi, in particolare l’aumento dei viaggi aerei del 25% negli ultimi anni. Marchesi suggerisce invece che esistano altri settori dove effettuare risparmi, come l’asilo o l’aiuto allo sviluppo.