Nel giorno della Giornata internazionale delle foreste, la Svizzera riflette sullo stato dei suoi boschi, tutelati dalla legge federale dal 1876. Questa normativa mirava originariamente a garantire la sostenibilità del legname e il rimboschimento delle aree montane ed è stata rivista nel 1902 per estendere la sua applicazione su tutto il territorio svizzero, e di nuovo nel 1991 per integrare normative ambientali aggiornate.
Benno Schmid, portavoce di BoscoSvizzero, afferma che «le foreste sono oggi in una situazione migliore rispetto a 150 anni fa» grazie a questa legge. Tuttavia, sottolinea l’esistenza di nuove minacce come i cambiamenti climatici e la proliferazione di parassiti, tra cui il bostrico, aggravati da periodi prolungati di siccità e intemperie più severe.
Il Rapporto forestale pubblicato dall’Ufficio federale dell’ambiente lo scorso anno conferma che le foreste svizzere affrontano pressioni senza precedenti. Gli autori del rapporto, 90 ricercatori, propongono soluzioni come la promozione di specie adatte ai futuri scenari climatici e l’ampliamento della biodiversità.
Le specie più vulnerabili al clima arido attuale, come il faggio e l’abete rosso, sono presenti in gran numero nelle foreste svizzere. I proprietari boschivi stanno quindi considerando alternative come il pino silvestre, la quercia sessile o l’acero riccio, sebbene questo processo non sia semplice né immediato.
Secondo Schmid, un albero impiega circa 20 anni per raggiungere la sua età adulta. «La biodiversità può rappresentare una sfida: i cervi, ad esempio, si nutrono di giovani piante, ostacolando la loro crescita», precisa.
In occasione della Giornata delle foreste, l’associazione dell’industria del legno svizzera sottolinea il ruolo fondamentale delle foreste nel fornire materie prime rinnovabili e nella creazione di posti di lavoro in contesti urbani e rurali. Tuttavia, secondo BoscoSvizzero, che rappresenta circa 2900 lavoratori distribuiti su 650 aziende forestali, la gestione forestale rimane deficitaria.
Schmid sostiene che «ciò che serve è un cambiamento nel mercato e non nella legge. La raccolta del legno deve essere remunerata in modo equo per essere sostenibile». Riferendosi al piano di risparmio federale 2027-2029, approvato dal Parlamento, Schmid si dice pragmatico: «Le misure adottate non sono ideali, ma gestibili rispetto ad altri settori colpiti da maggiori tagli. Il testo prevede riduzioni nei fondi destinati alla gestione forestale e all’educazione ambientale».