Un’indagine sul latte eseguita a Zurigo ha rilevato la presenza o il superamento dei limiti stabiliti degli inquinanti persistenti noti come PFAS nell’11% delle analisi. Le aziende con risultati particolarmente preoccupanti stanno ricevendo supporto dalle autorità locali.
Le autorità cantonali forniscono assistenza tecnica per identificare le fonti di contaminazione e offrono consulenze su come procedere, secondo un comunicato stampa diffuso oggi. Su 732 aziende testate, il 89% dei campioni non ha rilevato PFAS o li ha mostrati in quantità minime. La partecipazione all’indagine era volontaria.
Gli ambientalisti hanno già manifestato critiche: i Verdi a Zurigo accusano il Consiglio di Stato di sottovalutare i rischi per la salute, mentre l’organizzazione WWF chiede un intervento urgente con una strategia per ridurre le PFAS, prevenire ulteriori contaminazioni e stabilire limiti scientificamente validati.
Recentemente, uno studio condotto dalla Scuola universitaria professionale di Zurigo (ZHAW) e dal Politecnico federale di Zurigo (ETH), su commissione dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), ha evidenziato la diffusione quasi ubiquitaria degli inquinanti persistenti nel terreno svizzero.