Secondo il primo sondaggio SSR reso noto oggi in vista delle votazioni federali del 14 giugno, si prevede l’approvazione della modifica della legge sul servizio civile. L’esito per l’iniziativa dell’UDC «No a una Svizzera da 10 milioni!» rimane incerto. Se il voto sull’Iniziativa per la sostenibilità fosse stato effettuato alla fine di aprile o all’inizio di maggio, l’approvazione sarebbe stata del 47%, mentre il 47% avrebbe votato contro e il 6% non si era ancora deciso. L’indagine condotta da gfs.bern per conto della SSR rivela che circa l’80% dei partecipanti voterà sicuramente sulla proposta di immigrazione. L’appoggio è molto forte tra i sostenitori dell’UDC, mentre è nettamente contraria la sinistra; nei partiti borghesi il testo divide le opinioni e anche PLR e Centro mostrano una lieve inclinazione al «no», mentre gli indipendenti tendono al «sì».
La fiducia nel Governo gioca un ruolo determinante: chi ha scarsa fiducia nel Consiglio federale sostiene l’iniziativa più frequentemente, mentre quelli che ne hanno molta la respingono. gfs.bern sottolinea una linea di demarcazione tra critici e favorevoli al sistema. Le differenze sociodemografiche sono secondarie rispetto ai fattori politici. Regionalmente si notano discrepanze: in Romandia il rifiuto è più marcato (53% contro, 36% a favore) con un’opinione pubblica non ancora stabile (11% indecisi), mentre nella Svizzera tedesca (45%/50%/5%) e italiana (46%/52%/2%) la situazione è più bilanciata. L’iniziativa resta controversa in tutte le regioni.
Per quanto riguarda la riforma del servizio civile, a sette settimane dal voto essa avrebbe ottenuto il 52% di approvazione e il 40% di contrarietà, con l’8% ancora indeciso. Solo il 57% ha dichiarato una ferma intenzione di votare sulla riforma. La divisione più netta nelle intenzioni è partitica: Verdi e PS la respingono, mentre UDC e PLR la sostengono. Anche il Centro e gli indipendenti sono favorevoli, mentre i sostenitori del PVL si oppongono.
Gli elettori critici verso il Consiglio federale supportano maggiormente la riforma rispetto a chi ha fiducia nelle istituzioni, contrariamente al modello usuale. L’età e il genere influiscono: gli under 40 sono più critici, mentre i 40-64 anni e i pensionati sono favorevoli. Gli uomini sostengono la modifica più delle donne, che si dividono equamente; le differenze di classe sociale sono meno evidenti secondo gfs.bern.
Il consenso è maggiore nella Svizzera tedesca (56%) rispetto all’italiana (50%) e alla Romandia (40%). Gli indecisi sono più numerosi a sud delle Alpi (21%) e nella Romandia (13%) rispetto alla Svizzera tedesca (6%), con una maggioranza inizialmente contraria nella Romandia (47% di «no») e un numero elevato di incerti nell’area italofona.
gfs.bern prevede un’affluenza superiore alla media alle urne il 14 giugno. Il sondaggio, condotto tra il 20 aprile e il 3 maggio su un campione di 19.728 aventi diritto al voto in tutto il Paese, presenta un margine di errore di +/- 2,8%.