La Svizzera ha riaffermato il suo impegno umanitario e diplomatico a tre anni dall’inizio del conflitto in Sudan, destinando circa 23 milioni di franchi per sostenere le persone colpite. L’annuncio è stato fatto da Tim Enderlin, capo della Divisione pace e diritti umani del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), durante un evento internazionale a Berlino.
Il contributo svizzero si concentra su sicurezza alimentare, sostegno economico, protezione dei civili e promozione della pace. Dall’inizio del conflitto nel 2023, la Confederazione ha investito circa 213 milioni per aiutare la popolazione sudanese e i Paesi confinanti, sommandosi a un credito d’urgenza di 50 milioni approvato dal parlamento l’anno scorso.
Secondo una nota odierna del DFAE, la situazione umanitaria è critica. Il conflitto tra le forze armate regolari e i gruppi paramilitari ha provocato decine di migliaia di vittime, diffusa carestia e il crollo delle infrastrutture chiave. Oltre 33 milioni di persone dipendono dagli aiuti umanitari mentre circa 13 milioni sono sfollate, inclusi quattro milioni nei Paesi confinanti.
Oltre agli aiuti, la Svizzera continua a sostenere gli sforzi diplomatici per trovare una soluzione politica negoziata. La Confederazione ospita colloqui riservati tra i gruppi sudanesi e incoraggia l’inclusione delle donne nei processi di pace. Il DFAE specifica che la Svizzera collabora con vari partner, tra cui agenzie dell’ONU, il Comitato internazionale della Croce Rossa, organizzazioni non governative internazionali e gruppi locali, per fornire assistenza direttamente sul campo.