La Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) suggerisce al plenum l’accettazione di due mozioni, già approvate dalla Camera dei Cantoni, per restringere le opposizioni abusive nei confronti delle richieste edilizie. Secondo i commissari, tali misure sono essenziali per affrontare la carenza abitativa.
Un primo testo, accolto senza proposte contrarie come specificato nel suo titolo, mira a stabilire il quadro legale per sanzionare le opposizioni abusive. Lo annuncia un comunicato odierno della segreteria delle commissioni ambientali e energetiche. In caso di approvazione parlamentare, si potrebbe richiedere ai detrattori senza legittimi interessi protettivi o con intenti chiaramente abusivi di coprire le spese e, se necessario, risarcire i danni, come specifica l’autrice della proposta, Andrea Gmür-Schönenberger (Centro/LU), nella sua relazione depositata lo scorso settembre.
La seconda mozione, presentata parallelamente dalla consigliera agli Stati lucernese, è stata approvata all’unanimità dai commissari. Essa propone di chiarire meglio l’espressione «interesse da proteggere», ovvero definire le ragioni valide per opporsi a un progetto al fine di ridurre le possibilità di presentare contestazioni infondate. Consiglio federale, Camera dei Cantoni e la CAPTE-N si basano su uno studio commissionato in relazione a un piano d’azione sulla carenza abitativa che indica, come riporta l’ufficio stampa, che le opposizioni costituiscono un «problema significativo» nello sviluppo di nuovi spazi abitativi.