Oggi, il consigliere federale Beat Jans ha condannato severamente l’iniziativa popolare dell’UDC denominata «No a una Svizzera da 10 milioni!», avvertendo che la sua accettazione potrebbe portare gravi conseguenze per la Svizzera. Il discorso è stato tenuto nel quadro della cerimonia del Primo maggio a Bienne, dove ha parlato in qualità di capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP).
Secondo quanto riportato dal testo del suo intervento, Jans ha definito le soluzioni proposte dall’iniziativa come risposte a problemi molto sentiti dalla popolazione – tra cui treni affollati, ingorghi stradali, alti affitti, criminalità e sfide ambientali – ma in realtà non più che «promesse vuote».
Ha argomentato che l’approvazione dell’iniziativa costringerebbe la Svizzera a ritirarsi dall’accordo sulla libera circolazione delle persone, minacciando così il percorso bilaterale con l’Unione europea. In più, esacerberebbe le difficoltà già presenti nel settore del lavoro. Per Jans, si tratta di «un’iniziativa estrema» che comporterebbe «gravi rischi».
Il consigliere federale ha inoltre evidenziato il danno potenziale sull’immagine internazionale della Svizzera e sulla sua lunga tradizione umanitaria. Accettare l’iniziativa significherebbe, dal suo punto di vista, tradire i valori fondamentali del Paese e minare la reputazione della Confederazione come un Stato affidabile e promotore dei diritti umani.