Il piano svizzero per imporre una tassa ai veicoli che attraversano il paese da un confine all’altro, approvato recentemente sia dal Consiglio degli Stati che dal Nazionale, ha sollevato critiche a livello europeo. Christophe Grudler, deputato al Parlamento Europeo e relatore per la Svizzera, ha esortato alla ricerca di una soluzione coordinata.
La proposta legislativa, presentata al Consiglio federale dopo l’approvazione parlamentare, è stata promossa da Marco Chiesa, consigliere agli Stati (UDC/TI), su mozione sua. Secondo la maggioranza dei deputati (173 a favore e 13 contrari), questa tassa varia in base alle condizioni di traffico e mira a ridurre l’uso sovradimensionato delle infrastrutture stradali svizzere.
Tuttavia, Grudler, membro del gruppo politico Renew Europe, ha definito il progetto una «risposta inadeguata» a un problema reale. Ha evidenziato che blocchi stradali si verificano in tutto l’arco alpino – Svizzera, Austria, Francia e Italia – compromettendo la qualità della vita. Il progetto colpirà principalmente gli automobilisti stranieri, poiché è focalizzato sul traffico di transito. Grudler avverte che considerare questi automobilisti come capri espiatori non ridurrà significativamente i problemi di traffico e suggerisce che ciò potrebbe portare altri paesi confinanti a introdurre misure simili, con il 40% degli svizzeri che viaggia in auto per le vacanze.
Grudler ha quindi proposto alternative, come incentivare l’uso del treno. Ieri, Albert Rösti, capo del Dipartimento federale dei trasporti (DATEC), si è espresso contro la proposta a nome del Consiglio federale, sottolineando che, sebbene giuridicamente compatibile con gli accordi tra Svizzera e UE, resta incerta la reazione politica di Bruxelles.