I sostenitori dell’Iniziativa per la sostenibilità, promossa dall’UDC, sostengono che mantenere la popolazione svizzera sotto i 10 milioni garantirebbe salari dignitosi, la protezione ambientale e infrastrutture non sovraccariche. Questa proposta verrà discussa in occasione delle votazioni federali imminenti.
L’Iniziativa per la sostenibilità, denominata «No a una Svizzera da 10 milioni!», prevede un limite massimo di 10 milioni di abitanti entro il 2050. I promotori mirano a ridurre l’immigrazione per preservare il sistema sanitario e formativo, oltre che per tutelare i territori e migliorare le condizioni lavorative.
Secondo il Comitato promotore del sì, la Svizzera contava circa 9,1 milioni di residenti alla fine del 2025. Dall’attuazione della libera circolazione, sono arrivati nel Paese circa 1,5 milioni di immigrati, con oltre 100.000 nuovi arrivi all’anno provenienti dall’UE, da Paesi terzi e tramite il canale dell’asilo.
«Il sistema sanitario è al limite, i costi sono insostenibili e la qualità delle scuole sta diminuendo», ha affermato Matter. «Molte persone si sentono sempre più estranee nel proprio Paese», ha aggiunto.
Marcel Dettling (SZ), presidente dell’UDC, ha espresso il desiderio di una Svizzera vivibile per le generazioni future, evidenziando che un maggior numero di abitanti potrebbe compromettere l’approvvigionamento alimentare e accelerare la perdita di verde. Secondo Dettling, circa un metro quadrato di superficie verde scompare ogni secondo.
Il Comitato ha sollevato anche il tema della «criminalità importata», citando dati dell’Ufficio federale di statistica che indicano un aumento della violenza e di certi reati. Céline Amaudruz, consigliera nazionale ginevrina, ha menzionato come gran parte degli autori di reati in Svizzera provengano dall’estero.
Sandra Sollberger, consigliera nazionale (BL) e imprenditrice, ha spiegato che l’immigrazione non regolamentata incide sulla vita quotidiana, creando traffico intenso e sovraffollamento sui mezzi pubblici. Marco Chiesa, consigliere agli Stati, ha condiviso le sue esperienze nel Ticino riguardo all’impatto dell’immigrazione non controllata e del sistema di asilo.
Chiesa ha osservato che l’accesso a manodopera esterna a basso costo riduce il potere contrattuale dei lavoratori residenti, specialmente della classe media. Secondo i promotori dell’iniziativa, è necessario un approccio ragionevole all’immigrazione, consentendo comunque l’ingresso di circa 40.000 lavoratori qualificati e altre persone ogni anno.
Se la proposta verrà accettata il prossimo 14 giugno, spetterà all’Esecutivo e al Parlamento adottare misure correttive per l’asilo e il ricongiungimento familiare, già da 9,5 milioni di residenti. In caso di approvazione, la Svizzera dovrà rivedere accordi internazionali, inclusa la libera circolazione con l’UE.